“Non solo bulli”, giovedì 16 gennaio l’evento conclusivo del progetto

Il percorso svolto nel corso del 2024 sarà presentato al CRED a partire dalle ore 16

Livorno, 14 gennaio 2025 - Giovedì 16 gennaio dalle ore 16 alle 18 nella sala riunioni del CRED (Via Caduti del Lavoro 26, Livorno), verrà presentato "Non Solo Bulli", un percorso territoriale di sensibilizzazione e contrasto ai fenomeni del Bullismo e Cyberbullismo svolto durante tutto il 2024.

Questo progetto, voluto dal Comune di Livorno e realizzato attraverso la stretta collaborazione tra l'Ufficio Sistemi Scolastici Integrati, rete scolastica, CRED, CIAF, politiche femminili e l’Associazione Il Sestante Solidarietà APS, ha interessato tutte quelle figure che direttamente o indirettamente possono essere coinvolte nel fenomeno del bullismo, quindi i ragazzi, gli adulti, le famiglie e soprattutto la scuola.

Grazie alla disponibilità e sensibilità mostrata dalle dirigenti scolastiche Semplici e Oriti, il progetto ha preso avvio in alcune seconde e terze classi delle scuole secondarie di primo grado degli Istituti Comprensivi Bolognesi e Bartolena, dove è stato attivato l’intervento dell’educatore professionale Yassine El Ghlid che ha avviato un percorso di sensibilizzazione coinvolgendo i ragazzi attraverso la costruzione di un clima partecipativo, con l’ausilio di giochi interattivi e supporti digitali.

Si è avviato poi il percorso territoriale, dando anche una continuità durante il periodo estivo di chiusura delle scuole, per aggregare nuovi adolescenti e per mappare i luoghi di ritrovo e di aggregazione nei vari quartieri della città, prestando maggior riguardo a quei contesti dove i ragazzi possono subire un certo svantaggio sociale o una condizione di isolamento o marginalizzazione.

Un ulteriore valore aggiunto è stato il coinvolgimento della società sportiva Don Bosco Pallacanestro attraverso cui, grazie al presidente Marco Andromedi e al fertile contributo dell’allenatore ed educatore Davide Cotza, è stato possibile creare ulteriori collegamenti tra ragazzi anche provenienti da realtà sociali diverse e sviluppare insieme a loro la funzione aggregante dell’attività sportiva di gruppo.

Tutto questo ha permesso di costruire un gruppo di adolescenti più solido e alcuni di loro, pensandoli come un nucleo di peer educator, hanno partecipato a incontri più strutturati condotti dalla psicologa Silvia Bandinelli e dall’operatrice Anna Leoni. Attraverso tecniche specifiche di animazione di gruppo sono stati affrontati i temi della prepotenza, vergogna, invidia, gruppo, branco, vittima, toccando quindi i vari ruoli e sentimenti spesso presenti nelle manifestazioni di bullismo e i ragazzi hanno prodotto interessanti elaborati e lavori significativi.

Rispetto invece alle iniziative rivolte agli adulti, è stato organizzato un ciclo di incontri aperto a genitori, nonni, familiari, insegnanti e operatori sociali, tenuto dalle psicoterapeute dell’Istituto Italiano di Psicoanalisi di gruppo Chiara De Marino e Chiara Luparini. Si è creato un gruppo forte di adulti che, grazie alla larga partecipazione e alla condivisione delle loro esperienze con gli adolescenti, ha promosso un percorso di crescita collettiva.

Infine il cerchio si è chiuso laddove questo progetto ha preso avvio e cioè nella scuola, che è l’agenzia educativa per eccellenza, che ha un punto di osservazione privilegiato rispetto al sorgere e al manifestarsi dei fenomeni di bullismo. Il percorso con il personale scolastico degli IC Bolognesi e Bartolena è stato condotto da Daniele Biondo, psicoanalista SPI-IPA specializzato nel trattamento di bambini e adolescenti e direttore del Centro di Aggregazione Giovanile Municipio 5 Roma, che ha centrato il suo intervento sulla lettura delle dinamiche che si scaturiscono nei gruppi di adolescenti, differenziando quando certi comportamenti dei ragazzi possano essere “normali” e rivelare un processo evolutivo oppure quando sono manifestazioni di uno stile aggregativo assimilabile al branco.

Damiana Barbato, presidente dell’Associazione Il Sestante Solidarietà, ha voluto esprimere la sua riconoscenza all'Amministrazione, in primis nella persona della Vicesindaca Libera Camici, alle referenti del Settore Istruzione, Giovani e partecipazione, Michela Casarosa e Silvia Bartoli, che hanno creduto e sostenuto questo progetto. Un ringraziamento particolare va agli operatori coinvolti dall’associazione, in primis alla psicologa Rosanna Cardia, che ha coordinato le varie iniziative, che con professionalità ed entusiasmo ne hanno consentito la realizzazione. Il progetto “Non solo bulli” ha infatti riscontrato una buona partecipazione, dando conferma che per sviluppare incisive azioni di contrasto al fenomeno di bullismo occorre costruire “ponti” tra istituzioni e territorio e dotarsi di un approccio teorico e metodologico complesso, fondato su un sistema multiplo di interventi che comporti l’attivazione di operatori di diversi discipline e degli stakeholder direttamente o indirettamente coinvolti nel fenomeno, quindi i ragazzi, gli adulti, le famiglie e soprattutto il vertice scolastico.

Con questo lavoro, durato un anno, sono stati raggiunti più di 150 minori: ciò ha consentito alle realtà coinvolte nel progetto di conoscere le loro abitudini, i loro interessi, l’uso del tempo libero, come si divertono e come si aggregano.

L'evento conclusivo del 16 gennaio, aperto al personale insegnante e alla cittadinanza, sarà occasione sia per descrivere nei dettagli le azioni svolte da parte degli operatori, anche attraverso la voce di tutti i ragazzi e gli adulti che hanno partecipato al progetto, sia un momento di confronto volto al miglioramento della condizione giovanile nella nostra città.
 

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