Racconti di altre danze, sesta edizione

Quando: 
Sabato 29 Ottobre 2022 18:30
Dove: 
Spazio Atelier delle Arti
via Masini, 357122 Livorno , LI
Descrizione: 

Sesta edizione del Festival Racconti Di Altre Danze che si svolgerà in vari luoghi cittadini dal 29 settembre al 19 novembre. Il Festival è un contenitore di spettacoli, workshop, incontri e pratiche di danza contemporanea, pensato, creato e diretto dalla sua nascita nel 2017 a oggi da Chelo Zoppi ed Elena Giannotti.
La novità principale di questa sesta edizione è il progetto “Danze di Cortile”. Un progetto di Chelo Zoppi, a cura di Atelier delle Arti, in collaborazione con Festival Racconti di Altre Danze.
Vincitore del Bando Abitante sostenuto da Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e dalla Fondazione CR Firenze. Sostenuto da Fondazione Livorno, Comune di Livorno Ass. Politiche Sociali in collaborazione con Casalp e Centro Mondialità Sviluppo Reciproco.

Danze di cortile
In prima assoluta, questo progetto porta la danza nei quartieri nord di Livorno, incontrando i cittadini e i residenti. Quattro appuntamenti, a ingresso libero, al calasole (l’orario verrà comunicato di volta in volta, ma all’incirca sarà intorno alle ore 18:45-19) che uniscono la musica, la danza e l’arte visiva così distribuiti: il 29 settembre al quartiere Shangai, il 6 ottobre Corea, il 7 ottobre Fiorentina e il 14 ottobre Stazione.
Un aspetto molto importante di “Danze di Cortile” è la presenza di un artista visivo (ogni volta diverso) che sul momento creerà un video e da esso verrà in seguito realizzato un ulteriore prodotto da mostrare agli stessi residenti.

Racconti di Altre Danze
Gli spettacoli di “Racconti di Altre Danze” si svolgeranno in vari luoghi cittadini: Atelier delle Arti/Spazio Atelier (via Masini 3), Nuovo Teatro delle Commedie (via Terreni 5), Teatro Goldoni (via Enrico Meyer 57), Museo della Città (piazza del Luogo Pio).
Due sono le linee guida del progetto “Racconti di Altre Danze”: la prima dedicata allo spettacolo quindi verterà sulla creazione, ospitalità e produzione. La seconda rivolta alla formazione con workshops, incontri e attività per il pubblico.
L’intento di Racconti di Altre Danze è quello di creare una programmazione che integri e armonizzi diversi livelli artistici e generazionali, ed è volto a suscitare un interesse più diffuso, che coinvolge un pubblico più vasto, non esclusivamente locale, e che crei relazioni tra i fruitori: pubblico informato, gente comune e gruppi di nicchia. La realizzazione del progetto si attua sia attraverso la programmazione canonica di spettacoli sia attraverso la realizzazione di azioni, la creazione di contesti e di collaborazioni.
Una danza che guardi alla ricerca, all’indagine costante del corpo in relazione al contesto sociale e culturale, una danza colta che al tempo stesso intercetti un pubblico eterogeneo, attraverso modalità di esposizione che si insinuano nel tessuto della città, coinvolgendo i cittadini in modo diretto e attivo. Una scelta che prova a rigenerare i luoghi, ma soprattutto le menti, un’idea di festival che traghetti Livorno verso approdi prestigiosi, inserendosi in itinerari nazionali e internazionali.
Il Festival investe sulle progettualità e realtà artistiche nell’ambito della danza contemporanea d’autore sperimentale e di ricerca, nazionale e internazionale, con un’attenzione alle eccellenze locali in sinergia con i circuiti partner: Festival Inequilibrio Armunia, Democrazia del Corpo - Centro Nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni, Meridiano Zero, Pilar Ternera, Mutamenti.

Gli spettacoli di Racconti di Altre Danze sono a pagamento. 

Prenotazione obbligatoria: 

chiamando il 338 43 22616 

scrivendo ad  atelierdelleartidanza@gmail.com


Prezzi


My lonely, lovely tale & Sobotta the Square euro 10

Anthology euro 5

Jeplane euro 5

Heroes euro 10 /ridotto 8 (under 30- over 65) prevendita Teatro Goldoni

Incontri Extended Version euro 5

Fuego euro 5

Visioni Intime euro 12

Universo nella Testa euro 15 / ridotto 10 (under 30 - over 65)


Informazioni: atelierdelleartidanza@gmail.com - 0586 882319

 

SPETTACOLO DEL 29 OTTOBRE

Ore 18,30

Gabriel Schmitz e Elena Giannotti

Dj set di Ahmed Gronchi

Incontri Extended Version

Di tutte le forme d'arte la danza è sicuramente la più puramente fisica, così come la pittura è la più visiva. Eppure ciò che interessa a Schmitz è ciò che comunica questo atto fisico, ciò che riceve quando vede muoversi un ballerino, che stranamente è l'esatto contrario: è l'emozione più intangibile, metafisica, uno stato di comunione con ciò che posto davanti a lui, perché in realtà non accade davanti ma dentro di lui. Le parole non sono uno strumento adeguato per rivelare questo processo interiore, ma la pittura lo è. Allo stesso modo la danza come linguaggio puramente fisico può esprimere il metafisico, il linguaggio puramente visivo della pittura può esprimere l'invisibile. L'essenza di un dipinto è al di là dei pigmenti e degli oli, è sospesa da qualche parte tra il pezzo stesso e lo spettatore. Un dipinto è, e dovrebbe essere, incompleto e bisognoso di uno sguardo, uno sguardo complice che riempie le lacune e offre suggestioni, nessuna definita, sempre mutevole, un flusso costante di offerta e accoglienza. Solo un dipinto apparentemente incompiuto può diventare vivo, oscillante poiché sfida la propria condizione di una data forma definita con l'aiuto intuitivo dello spettatore. La sua dipendenza dallo spettatore è la sua forza, non la sua debolezza, e dà origine a quella peculiare sensazione subconscia di essere considerato affidabile da un dipinto. Accanto ai suoi dipinti Schmitz mostra disegni che non sono in alcun modo meno importanti dell'opera dipinta. Nei suoi disegni l'attenzione si sposta, la loro immediatezza li paragona più alla danza stessa. In una serie di performance durante la corsa di Personal Structures, Schmitz spingerà al limite questa immediatezza dialogando con un ballerino che improvvisa di fronte a lui, condividendo l'esito imprevedibile con un pubblico di vita.

 

Gabriel Schmitz è un pittore. I suoi materiali di lavoro sono tradizionali, persino arcaici: il carboncino per i suoi disegni, la pittura a olio per i suoi lavori su tela. Eppure il fatto che questi strumenti siano in circolazione da molto tempo non li invalida per il compito che sta affrontando. Dipinge e disegna ballerini. La danza, come la vede lui, racchiude una profonda verità sull'esperienza umana, sulle nostre emozioni e motivazioni. Schmitz cerca nel suo lavoro una traccia che possa contenere un riflesso di questa verità, non rivelarla, né rispondere alle domande da essa poste, ma mostrarla in un modo altrettanto elusivo. Cerca l'equivalente di un corpo in movimento su una superficie bidimensionale. La danza e la pittura hanno molto in comune: lo spazio vuoto di una tela è simile a un palcoscenico in cui avverrà il movimento, solo che nella pittura questo movimento lascia una traccia permanente. Composizione, equilibrio e ritmo sono termini applicabili ad entrambe le forme d'arte. Eppure, laddove la danza dipende dal tempo di esistere, la pittura lo nega. Ma lo è davvero? Non è forse il momento di applicare e fissare sulla superficie l'ennesimo ingrediente insieme a olio e pigmento? Il tempo si accumula sulla tela nel corso dei giorni, intrappolato tra gli strati di materia organica. Tempo verticale condensato che può essere percepito quando guardi un dipinto. Il lavoro di Schmitz è figurativo, ma non descrittivo. Non si sforza di riprodurre una data realtà imitandola. Se si può ottenere qualcosa di utile nella pittura, l'opera deve essere una presenza a sé stante, non semplicemente un'immagine di una realtà al di fuori di essa.

 

Area tematica: 

Share button

Torna in cima alla pagina